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1 settembre 2026

Il ritorno dei Måneskin: Sanremo ha bisogno di loro o sono loro ad avere bisogno del Festival?

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

1 settembre 2026

I Måneskin tornano a Sanremo 2027 dopo gli anni del successo mondiale e la parentesi solista di Damiano David. Il ritorno da ospiti sul palco dell’Ariston arriva in un momento delicato per la band e per questo risulta inevitabile. Per ripartire, i Måneskin sembrano avere bisogno proprio di quella vetrina che li ha consacrati. Sanremo sarà il banco di prova per capire se il loro successo è destinato a durare. Non sono più ammessi passi falsi: stavolta a Sanremo i Måneskin si giocano tutto

foto di Ansa

Il ritorno dei Måneskin: Sanremo ha bisogno di loro o sono loro ad avere bisogno del Festival?

“Quindi Marlena torna a casa”, cantava Damiano David da frontman dei Måneskin. Era il 2018 e la band romana era in piena fase evolutiva. Nel 2027, quasi dieci anni dopo, i Måneskin a casa ci tornano davvero e ad accoglierli sarà un freschissimo Stefano De Martino, che per il Festival di Sanremo 2027 non si accontenta di Dua Lipa, vuole anche loro. Era già nell'aria da diversi mesi.
Era il 2018 quando Marlena tornava a casa. L’anno prima i Måneskin si erano classificati secondi a X Factor: praticamente - data la consueta maledizione del vincitore del talent - avevano vinto. E infatti da lì la loro identità ha subito diverse mutazioni che li avrebbe trasformati da artisti di strada a band di successo mondiale. L’ascesa era già evidente, ma “l’anno zero” è stato il 2021. Quando una rock band si presenta sul palco dell’Ariston le opzioni sono due: o ne uscirà rovinata per sempre o quello diverrà il suo battesimo del fuoco. Nel caso dei Måneskin sappiamo bene com'è andata. Ai snob della rock music hanno sputato in faccia un Zitti e buoni, e con ancora il primo premio del Festival di Sanremo in mano, si sono ritrovati a competere all’Eurovision dello stesso anno, che li ha visti trionfare nuovamente. Da lì in poi è storia.

I Måneskin sono l’esempio perfetto di quanto possa essere importante una vetrina come quella dell’eurofestival. Sì, ma a Rotterdam senza un volo diretto da Sanremo, non ci sarebbero mai arrivati. X Factor, Sanremo, Eurovision: tre tentativi su tre centrati. Da una tripletta del genere non ci si poteva che aspettare che la band romana diventasse un prodotto musicale internazionale e, soprattutto in tempi impressionanti. E attenzione al tempo, perché questo più di tutti in questa storia fa la differenza.
Da concorrenti di un talent a star di livello mondiale: con I Wanna Be Your Slave entrano nelle classifiche britanniche e nella Top 10 UK, risultato storico per un gruppo rock italiano. Poi Beggin', una loro cover del 2017, esplode su Tik Tok e arriva nella Billboard Hot 100 raggiungendo il numero 15, mentre in diversi Paesi europei arriva addirittura al primo posto. E ancora il sogno americano. Nel giro di pochi mesi si ritrovano ad aprire per i Rolling Stones a Las Vegas e collaborano con Iggy Pop: il pubblico americano è conquistato. Ma l’America è pericolosa, sa dare con la stessa facilità con la quale sa togliere. Madison Square Garden sold out nel 2023 con il Rush! World Tour sembrava una promessa di successo eterno per i Måneskin. In Italia qualcuno già guardava all’ascesa rapida della band con sospetto. Per Gossip collaborano con Tom Morello. Il singolo Supermodel arriva al primo posto della Billboard Alternative Airplay, mentre nel 2023 arriva perfino la nomination ai Grammy come Best New Artist: i Måneskin si erano presi tutto, cosa mancava? E il punto è proprio nella risposta a questa domanda: non mancava più niente.

Maneskin RUSHes to the Altar in Spotify hosted “Wedding”
I Måneskin per Spotify

Di più di due anni fa l’ultimo videoclip nel loro canale Youtube: Trastevere, un brano malinconico in lingua inglese eseguito in acustico con un’assenza ingiustificata: quella di Victoria. La scelta del brano non sembra casuale, soprattutto col senno di poi. Trastevere è Roma, parte fondante dell’identità dei Måneskin e proprio la capitale, che è l’inizio di tutto, in questo caso si presta a rappresentare un addio. O meglio - col tempo lo vedremo - un incerto arrivederci. E quell’attitudine così distante dal rock che li aveva consacrati a rockstar mondiali pare quasi un gancio necessario per quello che sarebbe stato il passaggio successivo: la carriera solista di Damiano David e la conseguente di Victoria, con Thomas ed Ethan che non hanno mai abbandonata la musica. Ma quella di Damiano può considerarsi una carriera che è andata male? Non proprio. Ma se paragonata a quella della band sì: i numeri lo dichiarano. Da solo Damiano riempie palazzetti da migliaia di persone. Con i Måneskin riempiva stadi, festival da 50-70 mila persone e il Madison Square Garden. Da solo Damiano supera gli 800 milioni di ascolti su Spotify, un dato che farebbe impallidire molti artisti italiani, ma che diventa una formica se confrontato ai 3 miliardi raggiunti con la band. Quando il metro di paragone si chiama Måneskin, il confine tra evoluzione e azzardo diventa sottile. E la discografia, si sa, non ama le retromarce. E allora come riparare al danno? Unica soluzione: il ritorno dei Måneskin che, ricordiamo, non hanno mai dichiarato lo scioglimento. Eppure è evidente che qualcosa dev'essere successo e che in qualcosa c’entri Victoria lo è ancora di più. Forse non sapremo mai cosa, ma oggi sappiamo che Stefano De Martino ha scelto loro come ospiti internazionali di Sanremo 2027. O forse loro hanno dovuto scegliere Sanremo?

Quale migliore strategia che tornare sul palco che li ha condotti sulla vetta mondiale? Quale alternativa, soprattutto? Damiano non pubblica singoli da quasi un anno e in un mondo discografico così spietato, senza la giusta strategia, non c’è spazio nemmeno per chi ha riempito il Madison Square e superato 3 miliardi di ascolti su Spotify. I Måneskin potevano uscire direttamente con un nuovo singolo, un videoclip costruito ad hoc o persino un nuovo disco, ma niente è più potente di tornare sull’Ariston e annunciare qualcosa lì. E allora la band Torna a casa e cercheranno di convincerci che si tratta di un ritorno mosso da gratitudine e nostalgia. E magari lo è anche. Ma è importante specificare che questo è un ritorno quasi indispensabile. Perché non è tanto Sanremo ad aver bisogno dei Måneskin, come accadeva nel pieno del loro successo del 2022, quando Amadeus li chiamò in qualità di ospiti internazionali. Oggi sono i Måneskin che per ripartire in grande hanno bisogno di Sanremo. Perché quando si raggiungono vette così alte si può solo puntare ancora più in alto: nessun altro passo falso è più concesso. È a Sanremo 2027 che i Måneskin si giocano tutto: lì ci diranno se il loro rapido successo è stato solo rapido o se quelle sono state solo le basi gettate per rimanere nella storia. I Måneskin a Sanremo ci diranno se sono stati fuoco, destinato a divampare e consumarsi in fretta, o acqua, capace di scorrere a lungo e arrivare lontano. Se sono stati soltanto un'esplosione o se, davvero, continueranno a dettare la storia.

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