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23 maggio 2026

Guido Mori ricorda Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food: “Voleva farci trovare l’equilibrio a tavola”

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

23 maggio 2026

“Grazie, Carlo Petrini”. Così conclude Guido Mori quando gli chiediamo quale sia l’eredità da lui lasciata con il suo movimento Slow Food. Un’idea che si contrappone alla società contemporanea caratterizzata da velocità e alta prestazione. Guido Mori e Carlo Petrini hanno in comune la passione per la cucina, ma soprattutto ne condividono il valore simbolico. Un’ideale che è destinato a vivere anche dopo la morte di Petrini

foto di Ansa

Guido Mori ricorda Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food: “Voleva farci trovare l’equilibrio a tavola”

Il 21 maggio ci ha lasciati Carlo Petrini, il fondatore del movimento Slow Food, una delle realtà più influenti nel ripensare la cultura alimentare contemporanea. Nato in Italia negli anni Ottanta, Slow Food nasce come risposta alla cultura del fast food e dell’omologazione del gusto, promuovendo un’idea di cibo “buono, pulito e giusto”, ossia di qualità, legato al territorio, rispettoso dell’ambiente e delle persone che lo producono.
Nel tempo, il movimento è diventato un punto di riferimento internazionale, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza sul valore del cibo non solo come consumo, ma come atto culturale, sociale ed etico. Attraverso progetti e iniziative educative, Petrini ha portato avanti una visione in cui alimentazione e sostenibilità sono profondamente intrecciate, lasciando un’eredità che continua a influenzare il dibattito gastronomico globale.
Noi di MOW abbiamo chiesto a Guido Mori quale sia l’eredità che Petrini ha lasciato con le sue idee e del movimento Slow Food, che ha profondamente cambiato il modo di pensare il cibo in Italia e nel mondo.
Guido Mori non si limita ad essere uno chef e docente che adotta un approccio critico e culturale alla cucina. Non si limita alla tecnica gastronomica, ma riflette spesso sul senso del cibo e sulle sue implicazioni sociali, nonché sul ruolo della ristorazione contemporanea. La sua è una visione consapevole della cultura alimentare. Carlo Petrini ha difeso la qualità e la territorialità degli alimenti, concependo l'idea di un cibo buono, pulito e giusto. La sua esperienza ha sicuramente segnato un prima e un dopo nella cultura gastronomica contemporanea.
Per questo, ciò che lega Guido Mori a Carlo Petrini è una vicinanza di temi e interrogativi proprio sul valore del cibo e il ruolo etico della cucina. Un modo in cui la cultura gastronomica può (o non può) cambiare la società.

Carlo Petrini
Il gastronomo Carlo Petrini

L’opinione di Guido Mori
Abbiamo attraversato un secolo in cui ci hanno raccontato che la vita di noi esseri umani deve essere veloce. Dobbiamo pensare alla produzione, dobbiamo essere parte di un sistema che produce e costruisce, spende e trasforma il mondo a suo piacimento. E, in tutto questo, noi siamo ingranaggi. Ci identifichiamo con il lavoro che facciamo. Slow Food propone esattamente l’idea opposta rispetto a questo. È il manifesto a cui hanno lavorato tanti intellettuali, ma Petrini tramite Slow Food dice proprio questo: che noi dobbiamo ritrovare un’esistenza di bilanciamento col mondo che ci circonda. Viverlo con tranquillità, equilibrio, andare piano per apprezzare la bellezza che abbiamo intorno. Questo ragionamento parte proprio dalla tavola. La tavola che ci caratterizza, ci lega e ci fa sentire amici, fratelli, innamorati. Questo è il pensiero che Petrini ha portato con il suo lavoro dentro il mondo. E quindi: grazie, Carlo Petrini.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

Tag

  • Carlo Petrini
  • cucina
  • Guido Mori
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di Marika Costarelli Marika Costarelli

foto di

Ansa

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