image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

15 maggio 2021

Rifkin's Festival di Woody Allen
non ve lo meritate

  • di Maria Eleonora Mollard Maria Eleonora Mollard

15 maggio 2021

In Rifkin Festival c’è un Woody Allen nel pieno di una resa verso se stesso, un armistizio dove indugia nell’autocitazione di una Elena Anaya che nella sua fresca e semplice bellezza ricorda tanto la Keaton di Annie Hall e non solo, perché negli intermezzi meta-filmici in bianco e nero c’è tanta di quella innocente ironia alleniana che abbiamo imparato nei titoli più osannati del regista, tra cui Amore e Guerra
Rifkin's Festival di Woody Allen non ve lo meritate

Rifkin’s Festival ovvero Cronologia di un percorso intimo attraverso la Storia del cinema o, meglio ancora, il non troppo ‘Cupo tramonto’ di Woody Allen. 

A un passo dal cinquantesimo film Woody Allen con Rifkin’s Festival si prodiga in una resa umile quanto commovente, quasi a volerci dire: ‘Lasciate perdere è Chinatown Hollywood’. Mort Rifkin (Wallace Shawn) è un ex critico e insegnante di cinema che, controvoglia, si ritrova ad accompagnare la sua piacente moglie nonché agente stampa (la perfetta Gina Gershon) al Festival di San Sebastian perché teme, e chiunque lo comprenderebbe, che lei abbia una intesa col regista enfant prodige Philippe (antipaticissimo e meraviglioso Louis Garrel).

20210515 150619209 8830
Wallace Shawn, Gina Gershon e Louis Garrel

Al di là della sempreverde folie à deux che continuiamo a chiamare rapporto tra uomo e donna, la bellezza di questo film riposa nell’omaggio parodistico che Allen fa del cinema che ama: il festival di Mort Rifkin comprende rivisitazioni di Luis Buñuel, François Truffaut, Federico Fellini, Jean Luc Godard e Ingmar Bergman, in una discesa come un redivivo, anziano e ipocondriaco Orfeo negli inferi della propria personale insoddisfazione verso sua moglie, il mondo del cinema (veritiera la battuta: non ci sono più i festival di una volta) e tutta l’enorme inadeguatezza nei confronti dell’arte. Mort ha nel cassetto, come tutti gli utenti Facebook, un libro che non vuole saperne di emergere con un vagito se non può avere la stessa potenza di un Dostoevskij. Ma ogni aspetto romantico in cui vive Rifkin viene deriso dal mondo della cultura: gli stessi amanti del cinema sembrano vivere in modo ipocrita l’arte, pronti a osannare chiunque parli di cose difficili con facili soluzioni (e ditemi se non viviamo in un’epoca di populismo culturale), e questo chiunque è Philip che, col suo film, promette di risolvere il conflitto arabo-israeliano (in questi giorni, infatti, pare smuovere le coscienze dei nostri profili Instagram).

Insomma, nessun defibrillatore per l’anima, nessun segnale di vita per il protagonista, nelle lunghe giornate festivaliere, passeggiando più di Chatwin, in una San Sebastian che, sul finire dell’estate, grazie alla fotografia di Vittorio Storaro ci illude di essere nella New York di Allen in pieno autunno; finché, in uno dei suoi attacchi ipocondriaci, Rifkin incontra la dottoressa Jo (Elena Anaya) con cui instaurerà un legame basato sulle affinità elettive, e le incomprensioni coi rispettivi partner.

20210515 150811553 7274
Woody Allen e gli attori in un momento delle riprese

In Rifkin Festival c’è un Woody Allen nel pieno di una resa verso sé stesso, un armistizio dove indugia nell’autocitazione di una Elena Anaya che nella sua fresca e semplice bellezza ricorda tanto la Keaton di Annie Hall e non solo, perché negli intermezzi meta-filmici in bianco e nero c’è tanta di quella innocente ironia alleniana (e il silenzio di Dio a cui assisteremo nel finale) che abbiamo tanto imparato nei titoli più osannati del regista, tra cui Amore e Guerra.

Eppure, permane la sensazione che nell’ostinata volontà dell’artista, perché Woody lo è, di creare un capolavoro come quelli che lui ha amato, ci sia stato del buono e questo buono è l’atto stesso di averci provato come il Sisifo di cui parla Mort nella reinterpretazione de Il settimo Sigillo, con Christoph Waltz nel ruolo della Morte che gli ricorda l’importanza, ogni tanto, di sottoporsi a una colonscopia.

Parafrasando il tanto amato Camus ne Lo Straniero cos’è il cinema se non: ‘ventiquattro colpi secchi che battevo sulla porta della sventura’, e quella sventura è il nostro inconscio.

More

Droghe, alcol, promiscuità sessuale. Il genio della moda Halston rivive grazie a Ewan McGregor

di Damiano Panattoni Damiano Panattoni

Cinema

Droghe, alcol, promiscuità sessuale. Il genio della moda Halston rivive grazie a Ewan McGregor

Due anni senza Mattia Torre, ecco perché tutti rimpiangono la sua semplice genialità

di Alessandro Mannucci Alessandro Mannucci

Il ricordo

Due anni senza Mattia Torre, ecco perché tutti rimpiangono la sua semplice genialità

Noi, i Ragazzi dello Zoo di Berlino: non basta David Bowie (in cover) per essere una buona serie

di Damiano Panattoni Damiano Panattoni

Cinema

Noi, i Ragazzi dello Zoo di Berlino: non basta David Bowie (in cover) per essere una buona serie

Tag

  • Rifkin's Festival
  • Cinema

Top Stories

  • Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni

    di Dino Giarrusso

    Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni
  • Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio

    di Mattia Nesto

    Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio
  • Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile

    di Ottavio Cappellani

    Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile
  • Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario

    di Irene Natali

    Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario
  • Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?

    di Irene Natali

    Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?
  • Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

    di Irene Natali

    Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

di Maria Eleonora Mollard Maria Eleonora Mollard

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Droghe, alcol, promiscuità sessuale. Il genio della moda Halston rivive grazie a Ewan McGregor

di Damiano Panattoni

Droghe, alcol, promiscuità sessuale. Il genio della moda Halston rivive grazie a Ewan McGregor
Next Next

Droghe, alcol, promiscuità sessuale. Il genio della moda Halston...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy