image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

6 ottobre 2020

Gli Stati Uniti sono
un paese di m***a

  • di Redazione MOW Redazione MOW

6 ottobre 2020

Cattelan ci aveva visto giusto, nel 2016, quando realizzò un water in oro 18 carati pienamente funzionante, lo chiamò America, e lo fece esporre a New York. Perché gli Stati Uniti sono oggi sommersi dal loro stesso grande sogno americano, incapaci di cambiare pur cambiando così velocemente. E mentre la criminalità aumenta e le città si popolano di senza tetto, le proteste sociali dividono il paese. A meno di un mese dalle elezioni presidenziali non c’è nessuno che convinca davvero, in un baratro tra ignoranza ed establishment sempre più divisivo
Gli Stati Uniti sono un paese di m***a

Il sogno americano non esiste. Però gli americani di sogni ne hanno parecchi. Un’assistenza sanitaria decente, nel terrore che la già discussa Obamacare venga abolita piuttosto che migliorata, una politica in cui il presidente uscente non candidi il nuovo giudice della Corte Suprema andando contro al buon senso dei suoi predecessori e magari anche una società in cui i genitori di bambini neri, afroamericani, non siano costretti a spiegare ai figli dove mettere le mani quando verranno fermati - e succederà - dalla polizia.

A Brooklyn c’è un muro chiamato Wall of Lies in cui sono raccolte le oltre 20mila bugie che Trump ha detto dall’inizio della sua presidenza. Non mezze verità, non magheggi politici: bugie vere. E mentre esplodono i gruppi radicali, di estrema destra, e quelli complottisti come i sempre più internazionali QAnon, a Trump di quel muro di bugie non importa. Aggiunge i mattoncini della sua nuova campagna elettorale, in cui lo spauracchio di una Cina invasiva a livello economico è utile per trasformare Biden, il suo avversario, in una specie di sovversivo comunista.

20201006 121512803 8815

Vedi anche

Francesco Costa: "Vi racconto la vera America, Trump e queste elezioni”

Il campione è un assurdo mix di tutto quello che non capiamo degli Stati Uniti, mentre lo sfidante è la vecchia scuola di un paese che non assomiglia più a se stesso

E Biden che fa? Fa quello che farebbe un membro dell’establishment americano, democratico e in politica da 50 anni, contro un potentissimo imprenditore, ignorante e infantile nei modi di comunicare e porsi: sta calmo. Ci prova almeno, a non mandarlo a quel paese, ma non ha l’appiglio dei democratici del passato. Non è Obama, che con quel sorriso e i modi studiati, avrebbe convinto il più incallito conservatore a votare dem. È un signore dal passato difficile, assurdo, stanco e provato dagli ultimi anni della sua vita e della sua carriera. Inciampa sulle parole, da sempre, e una leggera balbuzie non lo aiuta a contrapporsi a una bestia televisiva come Trump.

Il campione è un personaggio che sembra uscito dai Simpson, un assurdo mix di tutto quello che non capiamo degli Stati Uniti, mentre lo sfidante è la vecchia scuola di un paese che non assomiglia più a se stesso.

Chi vincerà? Il baratro. Un’America strana, in cui succede ogni giorno qualcosa e quel qualcosa è sempre più assurdo del giorno prima. In cui la spinta sociale più estrema è arrivata in modo indipendente, in un paese in cui fare politica senza fondi e campagne è quasi impossibile. E in quel nome c’è tutta l’America che non assomiglia più a nessuna, non a quella dell’establishment di Biden (che per farsi amici gli ispanici ha fatto partire Despacito sul suo cellulare) e non a quella del qualunquismo di un Trump ormai ripetitivo. Il nome è quello di Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane candidata eletta al congresso nella storia degli Stati Uniti. Nella sua ideologia, tanto diversa da quella dei dem oggi dominanti, nel suo passato dfifficile, povero e normale, nella sua vittoria così inattesa, in lei c’è tutto il senso di un paese che deve trovare il coraggio di cambiare.

20201006 121530163 6845

Vedi anche

Ok, ma che min**ia è la teoria QAnon? (e perché in Italia avrebbe successo)

E se la politica è lo specchio della società, gli Stati Uniti oggi ne sono rappresentativi più che mai. Con un presidente che nega tutto, dai problemi dei lavoratori indipendenti-sottopagati-non tutelati, alla perdita economica post coronavirus. Con il mondo intero che non guarda più l’America nello stesso modo, che non vede più il sogno, perché in quel sogno non sembrano crederci più nemmeno loro, gli americani.

Con i giovani costretti a indebitarsi fino ai capelli per studiare, per colpa di debiti studenteschi che non estingueranno mai. Con una sanità precaria e un enorme problema di tossicodipendenza derivante da oppiacei di cui nessuno fuori dall’America parla. Un dramma che colpisce ragazzini che passano all’eroina per colpa di un dolore al ginocchio curato con antidolorifici troppo forti e padri di famiglia stroncati da una dipendenza che neanche sapevano di avere.

Con affitti assurdi, in città non più sicure come un tempo, e con il mito della Grande Mela che si sta dissolvendo sui marciapiedi di una metropoli sempre più grigia. Cara, pericolosa, piena di barboni per strada. Persone abbandonate a loro stesse che si uniscono a gruppi sociali inferociti, che da problemi reali sfociano poi nell’insubordinazione con atti vandalici, violenza, delirio condiviso. 

Il baratro. Quello del malcontento sociale, economico, politico. Unito all’ignoranza di un popolo che non si è mai distinto per la propria consapevolezza storica e identitaria, ma che in qualche modo non riesce a liberarsi dell’establishment di cui è ricoperto, come cera su una statua. Così mentre gli statunitensi si preparano a votare, svogliati e insoddisfatti, in pochi occidentali vorrebbero essere oggi al loro posto. Nell'incertezza del lavoro, della salute, del futuro. E il sogno americano non ci è mai sembrato più lontano.

20201006 121841257 9931

Vedi anche

La vera storia di Joe Biden: il Presidente balbuziente rinato dal dolore

Tag

  • Donald Trump
  • Joe Biden
  • Presidenziali USA
  • America

Top Stories

  • Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni

    di Dino Giarrusso

    Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni
  • Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio

    di Mattia Nesto

    Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio
  • Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile

    di Ottavio Cappellani

    Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile
  • Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario

    di Irene Natali

    Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario
  • Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?

    di Irene Natali

    Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?
  • Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

    di Irene Natali

    Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

di Redazione MOW Redazione MOW

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Micalizzi, fotografo sopravvissuto all'Isis, diventa fumetto: "Non si muore di lunedì"

di Redazione MOW

Micalizzi, fotografo sopravvissuto all'Isis, diventa fumetto: "Non si muore di lunedì"
Next Next

Micalizzi, fotografo sopravvissuto all'Isis, diventa fumetto:...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy