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26 gennaio 2026

C’è un cantante che riempie davvero gli stadi e raddoppia pure le date. Si chiama Cesare Cremonini, torna al Circo Massimo e fa sold out. Il suo successo è più stabile del governo

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

26 gennaio 2026

Cesare Cremonini è più stabile del governo. Fa sold out, raddoppia le date negli stadi e continua a fare tanta, buona musica. Ora torna al Circo Massimo di Roma il 6 e 7 giugno, piena capienza (cioè 130 mila persone), per fare ciò che sa fare meglio

Foto di: Ufficio Stampa

C’è un cantante che riempie davvero gli stadi e raddoppia pure le date. Si chiama Cesare Cremonini, torna al Circo Massimo e fa sold out. Il suo successo è più stabile del governo

Lo stadio, come a dire la vetta, come a dire il traguardo. Ma è anche una farsa, spesso e volentieri un modo per vendere quello che non si riesce a vendere, la propria musica, le proprie hit. Non sempre si lavora facendo quello che si ama. Alcune volte si è costretti a vendere qualcosa che non possiamo promettere. Uno stadio pieno appunto. È la condanna di molti artisti che, svendendo i biglietti invenduti e pregando di non dover spacciare, ancora una volta, per sold out dei vuoti d’autore in mezza Italia, puntano troppo in alto. 

Poi c’è chi dall’alto ci guarda, ormai da anni. Cremonini è più stabile di un governo. È una specie di garanzia, dovrebbero usarlo come certificazione. D.o.C, di origine Cremonini. Se lo spettacolo è suo, se l’album è suo, se il singolo è il suo, allora vai sicuro. 

Alaska Baby, nel 2024, ne era la prova. Un album ricercato, intelligente e raffinato, ma comunque pop, cantautorato di respiro internazionale, musica che davvero è un viaggio, dall’Alaska a Bologna, dall’Alaska a Roma, dove tornerà a giugno del 2026. Il 6 giugno è già tutto pieno, per cui è stata aggiunta una nuova data, il 7 giugno, sempre al Circo Massimo, a capienza piena. 

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Cesare Cremonini è sold out al Circo Massimo di Roma il 6 giugno e raddoppia la data Ufficio stampa

Con Ragazze facili ha confermato che si può fare musica alta in Italia senza denunciare nient’altro che se stessi. Si può essere romantici, e bastardi, e pentiti, e poetici. Il video di Greg Williams dava l’idea di quale fosse la caratura. A metà tra Guadagnino a Coldplay. 

La verità è che Cremonini ha fatto tutto giusto, forza gli anni Novanta nel Duemila e rilancia. Scrive, bene, come non si sta scrivendo più. Cerca la rima con la vita, con il viaggio, con la ricerca. E lo canta, bene, non solo con il talento, ma con il dono. Altra manifestazione rara in Italia. Insomma, non è solo successo, è un progetto ragionato, intelligente, che appartiene forse a un modo di pensare la carriera musicale che oggi non esiste più. Perché non deve essere inutilmente aggressivo, ma neanche forzatamente piacione. Cremonini fa Cremonini, un ragazzo che finge di essere eterno ragazzo ma che sa lavorare da uomo, sa stare sul palco, sa guardare le telecamere durante i live, sa suonare, sa divertirsi come si divertono gli uomini. 

Senza cercare l’approvazione altrui e, allo stesso tempo, senza smettere di guardarsi intorno per controllare di non essere solo. Beh, nel 2026 di certo non lo sarà. Con lui almeno altre 250 mila persone.

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Foto di:

Ufficio Stampa

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