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21 gennaio 2026

30 anni di Bruno Vespa a Porta a porta: è durato pure troppo

  • di Irene Natali Irene Natali

21 gennaio 2026

Quando un programma compie trent'anni, tanto più se si racconta come d'informazione, la domanda è: che eredità lascia? Con Porta a Porta di Bruno Vespa, la risposta è semplice: un magazzino pieno di plastici

Foto di: Ansa

30 anni di Bruno Vespa a Porta a porta: è durato pure troppo

A gennaio '96 le radio suonavano Gangsta's Paradise, andavano di moda le zeppe e nelle sale usciva Dal tramonto all'alba, un concentrato di horror e splatter che sarebbe diventato cult. In Italia intanto, a proposito di splatter, il 22 gennaio 1996, debuttava Porta a Porta, il programma di seconda serata condotto da Bruno Vespa su Rai 1.
Arrivato indenne al 2026, l'azienda di Viale Mazzini gli dedica una puntata celebrativa per onorare il traguardo raggiunto: Speciale Porta a porta -Trent'anni della nostra vita, in onda con un giorno di anticipo rispetto al suo effettivo compleanno perché il giovedì sera è territorio di Raoul Bova sotto la tonaca di don Massimo.

Silvio Berlusconi forma il contratto con gli italiani
Silvio Berlusconi forma il contratto con gli italiani Ansa

Bruno Vespa ha raccontato l’Italia “attraverso 17 Governi, 11 Presidenti del Consiglio (tutti ospiti della trasmissione con l’eccezione di Mario Draghi), 4 Papi, 3 Conclavi, 5 elezioni presidenziali con 3 Presidenti della Repubblica (Ciampi, Napolitano, ospiti della trasmissione, e Mattarella)”, si legge nel comunicato stampa ufficiale della Rai. Che ripulito dal tono agiografico, significa: nella Rai partitizzata, quella del potere che incombe su programmi e conduttori, Bruno Vespa è sopravvissuto a tutti.
Annunciati dal suono del campanello, nello studio del giornalista sono passati vip e ministri, tanto da essersi meritato l'appellativo di “terza Camera”: è qui infatti che Silvio Berlusconi ha firmato il celebre “contratto con gli italiani” a favore di telecamera, è qui che sono stati ospitati i dibattiti tra i candidati alle elezioni; è da qui che è andata in onda la consegna delle chiavi della prima casa di Onna, frazione dell'Aquila crollata sotto il terremoto dell'aprile 2009 e pronta a diventare “new town” nei proclami di Berlusconi (si, ancora lui). 
È nello studio di Vespa che Anna Maria Franzoni è diventata presenza familiare, lasciando gli italiani a chiedersi se quella ragazza con lo sguardo triste fosse stata davvero capace di uccidere il figlioletto. Poi Anna Maria Franzoni sarebbe stata giudicata colpevole, le casette della "new town" avrebbero iniziato a perdere pezzi e il famoso contratto, in parte disatteso: sic transit gloria mundi.

Porta a porta
Porta a porta Ansa

Quando un programma compie trent'anni, tanto più se si racconta come d'informazione, la domanda che bisognerebbe porsi è: che eredità lascia? Ad esclusione di una ragguardevole produzione di libri dell'autore e plastici, Crans Montana incluso. Detto in altri termini: una trasmissione tanto longeva, televisivamente parlando, come ha influito sulla tv venuta dopo e sul pubblico? Cosa ricorderemo? Il dubbio è che si torni proprio alla produzione di cui sopra, al campanello e alla colonna sonora di Via col vento che fa da sigla. A un salotto che ha attraversato anni e stagioni per una questione di continuità col potere, più che di autorevolezza: al “contratto con gli italiani” di cui poi, però, non si chiede conto nelle puntate successive. Agli ospiti che si accomodano in tranquillità, anziché temere la domanda che verrà dopo.
In quanto a eredità ad esempio, basti pensare a Striscia la notizia che, tra maschere di gomma e pupazzi, ha coltivato il senso della denuncia sociale. Non senza prendere abbagli, non senza storture, eppure incidendo sulla vita dei suoi stessi spettatori: ha smascherato truffatori e svelato altarini; tutti gli inviati molesti venuti dopo, inclusi i creator disturbatori da social, sono figli suoi. Striscia, che non era nemmeno un programma di informazione, ha il suo lascito proprio nella tendenza a sbugiardare. Porta a porta invece? Un magazzino pieno di plastici.
Piuttosto, a proposito di longevità: sapete qual è l'altro programma Rai che compie trent'anni in scioltezza? Un Posto al Sole.

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Ansa

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