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26 maggio 2026

100 anni di Miles Davis, l’uomo che suonava la musica che non c’è

  • di Mattia Nesto Mattia Nesto

26 maggio 2026

Con “Miles Davis – Assolo a fumetti, pubblicato da Edizioni BD, Lucio Ruvidotti realizza un’opera pazza, sfrenata e tronfia. Per questo bellissima

Foto di: Ansa

100 anni di Miles Davis, l’uomo che suonava la musica che non c’è

In geometria analitica e nello studio delle sezioni coniche, l'iperbole è il luogo geometrico dei punti del piano per cui la differenza delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, rimane costante; in letteratura, invece, l'iperbole è una figura retorica che consiste nell'esagerare per eccesso o per difetto il senso di un'espressione, amplificandola o riducendola oltre la verosimiglianza. Si usa per rafforzare un concetto e suscitare un'emozione forte. In musica, un'iperbole è Miles Davis.

A questo ho pensato durante la lettura del bellissimo fumetto di Lucio Ruvidotti, pubblicato da Edizioni BD, intitolato "Miles Davis – Assolo a fumetti". Un'opera che esplora la parabola artistica e biografica del, forse, più grande jazzista di tutti i tempi, anche se lui avrebbe probabilmente detestato e abiurato una definizione del genere, e comunque di uno dei musicisti più importanti e influenti del Novecento.

L'approccio di Ruvidotti, che aveva già "trattato" il musicista americano nel mondo delle autoproduzioni e sul settimanale "Pagina99", assomiglia a una jam session o, ancora meglio, a un incontro di boxe tra la biografia, strictu sensu, di Miles Davis e la volontà di trasmettere, attraverso immagini e sceneggiatura, l'arte e la musica dell'autore di "Kind of Blue" e "Bitches Brew". Un'operazione compiuta con eleganza e con un dinamismo vulcanico e punk, grazie a una riuscitissima mescolanza di colorazioni che accompagnano le diverse "epoche" di Davis: dai toni soffusi e fumosi della New York dei primi anni Cinquanta fino al blu elegantissimo della Parigi degli anni Sessanta, per poi sprofondare nel nero cupo delle dipendenze, una volta tornato in America, ed esplodere infine negli ocra, nei rossi di Spagna e nei colori psichedelici degli Stati Uniti tra gli anni Settanta e Ottanta.

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Miles - Assolo a fumetti

Pur mantenendo un filo cronologico, il racconto non va inteso come una biografia esaustiva ma, giustappunto, come una sequenza di assoli, inframmezzata da una jam session che attraversa tutte le pagine del fumetto. Assistiamo così agli snodi fondamentali della carriera e della vita di Miles Davis: gli incontri con i grandi musicisti, prima maestri, poi compagni di band e infine ammiratori; le generazioni successive di jazzisti cresciuti nel mito del "Principe delle Tenebre"; i momenti privati passati con Miles; gli screzi con la moglie; i contratti truffaldini delle etichette dei "bianchi" e, soprattutto, il continuo scontrarsi contro il razzismo, manifesto o strisciante, della società statunitense.

Questo fumetto, almeno per come l'ho inteso io, ancora prima che una biografia eroica o un'opera sulla musica, è un lavoro profondamente politico. Politico perché insiste, sempre con grande eleganza, sui temi del razzismo rampante e mai domo della società americana. Un razzismo che coinvolge tutti: dai poliziotti di New York fino, magari, alla moglie del Presidente degli Stati Uniti.

Ecco allora perché Miles, venerato e ammirato dai bianchi che però continuano a considerarlo soltanto "un altro nero", si comporta in maniera tanto spaccona e strafottente, talvolta persino maleducata, nei confronti di una parte del suo pubblico. Per ribadire che lui, nonostante sia "l'artista" e faccia musica nera, non verrà mai considerato soltanto un artista ma sempre un artista nero, qualcuno di serie B, un altro "fratello" da vessare.

Ma Miles gioca in Serie A e, se può farla pagare almeno un po' ai bianchi corrotti che vogliono vincere sempre loro, allora si impegnerà con tutto se stesso.

Naturalmente "Miles Davis – Assolo a fumetti" è anche un grande comics sulla musica. Lucio Ruvidotti riesce infatti a raccontarla in maniera davvero efficace, soffermandosi ora sull'artista Miles, ora sui musicisti che lo accompagnano, scorporando e dividendo le tavole in microinquadrature dedicate ai diversi membri della band. Una trovata riuscitissima, capace di dare senso, ritmo e respiro all'opera intera.

Il fumetto pubblicato da Edizioni BD è perfetto per chi ama Miles Davis ma anche per chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questo titanico artista. Perché "Miles Davis – Assolo a fumetti" è un'iperbole: un luogo geometrico, una figura retorica ma anche uno standard jazz che continueremo a suonare, risuonare, modificare e cambiare per sempre.

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Foto di:

Ansa

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