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7 luglio 2026

Tutto quello che sappiamo sui due 007 italiani arrestati a Roma alla vigilia del vertice NATO ad Ankara

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

7 luglio 2026

Due ex agenti dell’intelligence arrestati per presunto spionaggio a favore della Russia riaccendono l’allarme sulla sicurezza nazionale. Alla vigilia del vertice di Ankara, il caso riporta sotto i riflettori le fragilità dell’Italia nello scenario geopolitico
Tutto quello che sappiamo sui due 007 italiani arrestati a Roma alla vigilia del vertice NATO ad Ankara

Quell’incubo Russia che non finisce mai. Non basta aprire gli occhi per credere che sia finita, che finalmente il controspionaggio italiano abbia fatto pace con sé stesso. No, ancora una volta alla vigilia di un evento diplomatico ad alto livello e a massima tensione come il vertice di Ankara di queste ore vengono arrestati due ex agenti dell’intelligence nostrana pizzicati a commerciare segreti con le spie della Federazione Russa. Il caso Biot nel periodo in cui agli Esteri c’era Luigi Di Maio insegna. Ma forse non in questo caso. Senza scadere nell’argomentazione militante del “l’Italia è il ventre molle dell’Europa”, la situazione che gli apparati del nostro Paese stanno fronteggiando con l’appeasement Trump-Putin e parallelamente con la guerra tra Israele, Hamas e Iran non è certamente delle più semplici.

Procura di Roma Ansa
Procura di Roma Foto Ansa

La convergenza degli interessi russi e americani sull’Italia, che è pur sempre la testa di ponte nel Mediterraneo e nell’Unione Europea, è palese. Destabilizzare l’Italia vuol dire avere un importante grimaldello per dividere l’Unione Europea al suo interno e frammentare il Mercato Comune Europeo e mettere uno contro l’altro quei Paesi che a corrente alternata parlano di Difesa Comune Europea, una chimera, certo, ma pur sempre una creatura mitologica capace di evocare sentimenti e tentazioni che paradossalmente si cerca di arginare con il mondo AfD-centrico e la sua ragnatela, contro l’Unione Europea e a favore del riarmo, della leva militare. Impossibile a queste latitudini fare valutazioni attorno al caso concreto. Quattro dei sette indagati sono militari in servizio. Se ne stanno occupando le procure ordinaria e militare di Roma in due procedimenti penali distinti. Quello ordinario è coordinato dalla pm Lucia Lotti, mentre quello militare dall’aggiunta Antonella Masala e dal pm Enrico Peluso. Come riporta SkyTg24 Il principale indagato è un 59 enne ex sottoufficiale dei carabinieri con un passato nel settore dell'intelligence. L'uomo avrebbe incontrato più volte un agente di Mosca in Italia, che però, al momento, a differenza dell'ex agente italiano, gode di immunità ed è al riparo dai provvedimenti giudiziari sul territorio italiano. Perché? Pare strano, ma è la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, i diplomatici accreditati presso un o Stato godono di immunità dalla giurisdizione penale del Paesee ospitante, dunque il russo in questione è necessariamente parte del corpo diplomatico russo in Italia. L'agente indagato avrebbe avuto sei fonti, militari ai tempi in servizio per incarichi altamente riservati.

Procura di Roma Ansa
Procura di Roma Foto Ansa

Le indagini andavano avanti dal maggio del 2025 e ai due arrestati i reati contestati sono spionaggio di notizie di cui è vietata la divulgazione e accesso abusivo a sistema informatico o telematico. I militari sono accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato e rivelazione di notizie. D’altronde l’intorno dell’Ankara summit non è affatto un posto tranquillo, inaugurato da una bomba niente meno che nel centro del Principato di Monaco.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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