image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

8 luglio 2024

E se il vero vincitore fosse Macron? Alle elezioni in Francia domina “l’empasse”, dopo l’azzardo sul “pericolo estrema destra”. Ma alla fine sarà lo ius soli a fare la differenza…

  • di Franz Di Maggio Franz Di Maggio

8 luglio 2024

Emmanuel Macron si è preso un rischio andando a elezioni anticipate, ma l’estrema destra di Marine Le Pen e Jordan Bardella è stata fermata. O quantomeno “l’empasse” restituisce un risultato favorevole alla sinistra del Nuovo fronte popolare e a Jean-Luc Melénchon. Azzardo vincente, quindi, quello del presidente francese? Alla resa dei conti, però, saranno i francesi nati con lo ius soli a essere decisivi. E vi spieghiamo perché
E se il vero vincitore fosse Macron? Alle elezioni in Francia domina “l’empasse”, dopo l’azzardo sul “pericolo estrema destra”. Ma alla fine sarà lo ius soli a fare la differenza…

Dopo la “scoppola” ampiamente prevista alle Europee in uno dei nostri dibattiti a radiovisionair.net me ne uscii prevedendo un azzardo vincente: ovvero che Emmanuel Macron abbia volutamente rischiato il tutto per tutto puntando sull'empasse, ovvero abbia voluto sciogliere il parlamento e indire rapidamente elezioni politiche per evitare guai peggiori. Hanno vinto tutti, ovvero non ha vinto nessuno. Ovvero, alla fine, Macron è sempre lì asserragliato all'Eliseo. Indebolito, certo, nelle mani di un successo della sinistra (piuttosto estrema) francese. A Macron va dato atto, però, che la mossa da giocatore di poker, ha valso alla Francia quantomeno una frenata al rischio della deriva lepenista. Dov'era in realtà il pericolo, che non è del tutto evitato, comunque? Che la Francia vada incontro a un periodo di forte instabilità politica e sociale. Chi conosce abbastanza bene la situazione sociale francese sa che il “problema” immigrazione, che in Italia è oggetto sociale della più becera campagna politica patridiota, è in realtà un argomento molto più complesso e analizzato nella profondità da sociologi e comunicatori. Parliamo di un Paese che ha colonizzato mezza Africa, che si è spinto fino in Asia, che ha – a seconda dei casi – sfruttato e/o accolto milioni di cittadini che, proprio perché provenienti dalle ex-colonie, non potevano essere respinti facilmente alle frontiere. Alla fine i conti si pagano, e la Francia i conti col proprio passato non li ha chiusi. Anzi. Se la deriva di una destra arrogante e ringhiosa contabilizza tra le sue fila anche francesi di origine araba, di pelle nera è proprio perché da tanti, troppi anni, lo schema tradizionale dello scacchiere politico transalpino è andato in frantumi. Il “buco” che si è creato al centro è stato occupato da un populismo vincente “a termine” come il macronismo ha dimostrato. Facendo crescere ulteriormente le “tifoserie” estreme. E quando il pericolo è diventato davvero palpabile, con una Francia che dalle banlieu sarebbe stata messa a fuoco nei suoi centri storici, in concomitanza con le Olimpiadi, non restava altro che consegnare a una sinistra debole ideologicamente rispetto alla solida tradizione socialista francese, ma forte almeno di quel minimum democratico che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a più di mezza Europa.

Emmanuel Macron
Emmanuel Macron

E ora? L'empasse permette a Macron di passare indenne le Olimpiadi. Forse l'estate. Verso una resa dei conti in cui la Francia appare sempre più vicina all'Italia. Divisa in due tifoserie. Estreme. Destra e Sinistra. Di nuovo un grande buco in centro. La differenza, probabilmente, sta in quei milioni di francesi nati con lo ius soli e di quei giovani idealisti che hanno compreso che una Francia messa a ferro e fuoco valesse quanto una Francia patridiota. Auguro agli amici francesi una riflessione dopo questa “paura”. Non sulla base di una nostalgica visione gaullista/socialista ma sulla base della difesa dei valori costituzionali impressi nella storia: “liberté, égalité, fraternité”.

https://mowmag.com/?nl=1

More

Dalla Francia all’Italia, il nostro Fronte popolare sarà con gli scrittori Premio Strega brandizzati, Giuseppe Conte (avvocato di Padre Pio), qualche rettiliano e…

di Fulvio Abbate Fulvio Abbate

Baraonda post-ideologica

Dalla Francia all’Italia, il nostro Fronte popolare sarà con gli scrittori Premio Strega brandizzati, Giuseppe Conte (avvocato di Padre Pio), qualche rettiliano e…

Perché la destra di Marine Le Pen non è quella di Meloni. E se vince le elezioni in Francia non è una buona notizia per Giorgia

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Think different

Perché la destra di Marine Le Pen non è quella di Meloni. E se vince le elezioni in Francia non è una buona notizia per Giorgia

Christian Raimo, come sempre, di politica non ha capito un caz*o. Ecco perché i risultati di Le Pen sono una buona notizia per Meloni...

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

azzeccarne una?

Christian Raimo, come sempre, di politica non ha capito un caz*o. Ecco perché i risultati di Le Pen sono una buona notizia per Meloni...

Tag

  • Politica
  • Elezioni Francia
  • elezioni
  • Francia
  • Macron

Top Stories

  • Il direttore di Repubblica (finalmente) racconta i dettagli del suo rapporto con Lavitola. Ma caro Stefano, qualche domanda su ciò che hai scritto te la dobbiamo. E riguarda il mestiere del giornalista in questi anni bui

    di Domenico Agrizzi e Michele Larosa

    Il direttore di Repubblica (finalmente) racconta i dettagli del suo rapporto con Lavitola. Ma caro Stefano, qualche domanda su ciò che hai scritto te la dobbiamo. E riguarda il mestiere del giornalista in questi anni bui
  • Delitto di Garlasco: “La scienza non dovrebbe funzionare così”. La replica del generale Garofano al prof. Galassi su “Y” e “lesioni da difesa”

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “La scienza non dovrebbe funzionare così”. La replica del generale Garofano al prof. Galassi su “Y” e “lesioni da difesa”
  • Delitto di Garlasco: e se l’esposto (o querela?) di Stefania Cappa fosse “l’aiuto da casa” che Napoleone e Civardi sognavano?

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: e se l’esposto (o querela?) di Stefania Cappa fosse “l’aiuto da casa” che Napoleone e Civardi sognavano?
  • L'era delle auto elettriche è finita? Arriva la batosta: perché il futuro (più che green) per le case automobilistiche sarà nerissimo

    di Federico Giuliani

    L'era delle auto elettriche è finita? Arriva la batosta: perché il futuro (più che green) per le case automobilistiche sarà nerissimo
  • Valter Lavitola: ancora tu? Per la prima volta dopo 15 anni sul mandante della bomba a Ranucci parla Alfonso Papa, ex capo di gabinetto del ministro Castelli: “L'ho incontrato, purtroppo, nell'inchiesta P4 e ha cercato di rovinarmi la vita”

    di Gianmarco Serino

    Valter Lavitola: ancora tu? Per la prima volta dopo 15 anni sul mandante della bomba a Ranucci parla Alfonso Papa, ex capo di gabinetto del ministro Castelli: “L'ho incontrato, purtroppo, nell'inchiesta P4 e ha cercato di rovinarmi la vita”
  • Ecco i documenti sui rapporti tra i vertici di Urban Vision e Valter Lavitola, e spunta anche il nome di Deloitte. Intanto i magistrati sono sempre più sulla pista dei soldi africani

    di Michele Larosa

    Ecco i documenti sui rapporti tra i vertici di Urban Vision e Valter Lavitola, e spunta anche il nome di Deloitte. Intanto i magistrati sono sempre più sulla pista dei soldi africani

di Franz Di Maggio Franz Di Maggio

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Ma lo sapete che Mélenchon è un massone? La verità che arriva dal 2012: ecco tutto i dettagli e perché nessuno ne parla ora che ha vinto le elezioni in Francia E ha battuto Le Pen e Macron

di Riccardo Canaletti

Ma lo sapete che Mélenchon è un massone? La verità che arriva dal 2012: ecco tutto i dettagli e perché nessuno ne parla ora che ha vinto le elezioni in Francia E ha battuto Le Pen e Macron
Next Next

Ma lo sapete che Mélenchon è un massone? La verità che arriva...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy