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26 marzo 2026

Davvero Papa Leone XIV ha chiesto che i preti pedofili non siano “esclusi dalla misericordia”? Sì e ha pure ragione

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

26 marzo 2026

Non bisogna escludere i preti che hanno commesso abusi dalla misericordia. Lo dice il Papa che fa indignare tutti, soprattutto quei finti cristiani che sono disposti, evidentemente, a perdonare solo chi vogliono loro e si sono scordati che Cristo si è fatto mettere in croce per salvare tutti, senza eccezioni. I giornali, in questo, non aiutano
Davvero Papa Leone XIV ha chiesto che i preti pedofili non siano “esclusi dalla misericordia”? Sì e ha pure ragione

“Un punto della vostra riflessione riguarderà il proseguimento della lotta contro gli abusi sui minori e il processo di riparazione che avete intrapreso con determinazione. È infatti opportuno perseverare nel lungo periodo nelle azioni di prevenzione avviate”. E aggiunge, nella stessa lettera inviata alla Chiesa francese il 25 marzo, che bisogna “continuare a manifestare l’attenzione della Chiesa verso le vittime e la misericordia di Dio verso tutti. È bene che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi da questa misericordia e siano oggetto delle vostre riflessioni pastorali”. Titolo dei giornali: Papa Leone XIV chiede misericordia per i preti che hanno compiuti abusi. Titolo indignato per gente indignata. L’indignazione è facile, così tanto che nel corso degli anni ha fatto sì che legioni di atei militanti dimenticassero, parlando di Benedetto XVI, quanto si è cercato di fare contro gli abusi proprio nel corso degli ultimi due/tre papati (prima di diventare pontefice, Ratzinger è stato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede sotto Papa Giovanni Paolo II). 

Il fenomeno, difficile da sradicare (ma che, secondo alcuni studi, non è statisticamente così eccezionale rispetto ad altri gruppi sociali in cui avvengono crimini del genere; a far scandalo sono l’aura morale della Chiesa e i continui occultamenti) è ovviamente drammatico. A colpire però sono i cattolici e cristiani indignati. Chissà che idea si saranno fatti di quel Cristo che si è fatto mettere in croce per i peccati di tutti, mica dicendo “No, questo peccato no, no questo peccatore resta peccatore, no, questo non lo perdoniamo”. La misericordia non è un’assoluzione in appello, ma la riabilitazione che dovrebbe essere garantita a qualsiasi essere umano.

Papa Leone XIV
Papa Leone XIV

Basterebbe poi leggere quanto detto da Prevost durante l’incontro con la Pontificia commissione per la tutela dei minori il 16 marzo 2026 per capire che non è un tentativo di sminuire la portata del crimine (perdon, del peccato) di cui si macchiano questi preti. “Il mio venerato predecessore, Papa Francesco, ha voluto inserire in modo permanente il vostro servizio all’interno della Curia Romana, per ricordare a tutta la Chiesa che la prevenzione degli abusi non è un compito facoltativo, ma una dimensione costitutiva della missione della Chiesa. […] La vostra missione è quella di aiutare a garantire la prevenzione degli abusi. Tuttavia, essa non è mai solo un insieme di protocolli o procedure. Si tratta piuttosto di contribuire a formare, in tutta la Chiesa, una cultura della cura, in cui la tutela dei minori e delle persone in situazioni di vulnerabilità non sia vista come un obbligo imposto dall’esterno, ma come una naturale espressione di fede. […] La speranza ci impedisce di cedere allo scoraggiamento; la prudenza ci preserva dall’improvvisazione e dalla superficialità nell’affrontare la prevenzione degli abusi”. Vi sembrano le parole di un amico dei pedofili? 

È molto difficile restare seri pensando al tipo di rabbia sociale che uscite come quella nel titolo generano nella popolazione media. Il cristianesimo cos’è se non il tentativo di perdonare tutti, alla fine? In una società che salva il salvabile, scegliendo a cosa dare importanza, Papa Leone XIV ci ricorda che la misericordia non è schizzinosa, e chi vuole agire coerentemente, pure, non deve essere schizzinoso. In altre parole, alla faccia delle regole sociali che ci siamo imposti, tutto è salvabile. Quindi sì, Papa Leone XIV ha ragione quando chiede che i preti che hanno commesso abusi non siano “esclusi dalla misericordia”. Non è una concessione ai preti colpevoli, ma una sfida per noi, che siamo innocenti.

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